11) Rhaeticus. La forza del sistema copernicano  la sua
semplicit.
La difficolt del sistema tolemaico di rendere ragione di alcuni
fenomeni celesti, come il moto retrogrado (i pianeti, nel loro
muoversi attraverso le costellazioni, sembrano talvolta fermarsi e
addirittura tornare indietro per un certo tempo), aveva reso la
teoria tolemaica sempre pi complicata. L'astronomo G. Rhaeticus,
discepolo di Copernico, trova nella maggiore semplicit il motivo
pi convincente a favore del sistema copernicano. Notare la
convinzione profonda che l'Universo obbedisca nel suo insieme e
nei particolari a una legge, che  anche semplicit, armonia e
perfezione.
G. J. Rhaeticus, De libris revolutionum eruditissimi viri et
mathematici excellentissimi D. Doctoris Nicolai Copernici.
Narratio prima, Basilea, 1541 ( pagine 37-40).

Ogni anno i pianeti mostrano un movimento diretto, stazionario,
retrogrado; ci si presentano all'apogeo e al perigeo. Come
dimostra Copernico, tutti questi fenomeni possono essere spiegati
mediante il moto uniforme del globo terrestre:  sufficiente
supporre che il Sole sia fermo al centro dell'universo e che la
Terra ruoti attorno al Sole su un eccentrico che Copernico chiam
orbe magno. La vera intelligenza delle cose celesti viene in tal
modo a dipendere dai movimenti uniformi e regolari del solo globo
terrestre: in questo  indubbiamente presente qualcosa di divino.
[...].
Il mio maestro si rese conto che soltanto in questo modo era
possibile che l'insieme delle rivoluzioni e moti degli orbi
avvenissero con regolarit e proporzione intorno ai loro propri
centri, come  proprio dei moti circolari. I matematici, non meno
dei medici, devono infatti concordare con quanto insegna Galeno
nei suoi scritti: che la natura non fa niente che sia privo di
senso e che il nostro Creatore  cos saggio che ognuna delle sue
opere non ha un solo scopo, ma anche due, tre e spesso anche di
pi. Ora, poich noi vediamo che mediante questo solo movimento
della Terra trovano spiegazione un numero quasi infinito di
fenomeni, perch non dovremmo attribuire a Dio, creatore della
natura, l'abilit che osserviamo presso i semplici fabbricanti di
orologi? Essi pongono ogni cura nell'evitare nei loro meccanismi
delle ruote inutili o tali che la loro funzione possa essere
adempiuta in un modo migliore da un'altra ruota in virt di un
piccolo mutamento nella posizione. E cosa poteva indurre il mio
maestro, che era un matematico, a non adottare la conveniente
teoria del movimento del globo terrestre?.
La rivoluzione scientifica da Copernico a Newton, a cura di Paolo
Rossi, Loescher, Torino, 1973, pagine 144-145.
